Anche se questo caldo intenso e tenace disorienta il calendario invece, inesorabilmente, mi ricorda che l’esperienza da Dirigente Scolastico presso l’IC “Giovanni XXIII” di Mogliano e Petriolo è terminata e ci sono cose, considerazioni, che ritengo giusto fare.
Non vi nascondo che, al di là della vicinanza, della comodità, l’ordine di scelta della scuola, al mio arrivo, sia stato condizionato anche dal nome della Scuola. Più volte vi ho ricordato che Papa Giovanni XXIII è stato “Il Papa buono”, il Papa della “Pacem in Terris”. Mi è sembrato di continuare nella strada di valori, idee, principi, che mi hanno guidato nella vita. E’ stato un grande onore per me essere stato il dirigente di questa istituzione scolastica, avere accompagnato la scuola per tre anni cercando di perseguire l’obiettivo di renderla una comunità di crescita, scambio e confronto, un luogo di serenità per tutti coloro che vi hanno vissuto sia come lavoratori, sia come alunni. Lascio una piccola grande Scuola (scritto con la lettera maiuscola) con tanti difetti, come ogni scuola, ma anche tantissimi pregi. Una scuola attenta alle persone, agli apprendimenti, all’inclusione, all’internazionalizzazione, all’innovazione. Ho provato a fare molte cose. Ho commesso errori: chiedo scusa soprattutto per questi.
Prima di mettere mano ad un’altra sfida però vorrei ringraziare tutti.
I docenti. Ad iniziare dai collaboratori più stretti su cui ho potuto contare: presenti, efficaci, fidati.
Il corpo docente di cui ho imparato ad apprezzare le qualità preziose, di tutti e di ognuno, scoprendo una ricchezza inaspettata e un impegno impagabile.
Il personale ATA, la DSGA, il personale di segreteria e il corpo dei collaboratori. Disponibili, collaborativi, gentili: una famiglia.
Tutti conosco per nome, di tutti ho conosciuto il meglio.
Ringrazio tutti i genitori, per la collaborazione e la comprensione, soprattutto quelli che si sono spesi in prima persona rendendosi disponibili ad assumere la responsabilità di far parte degli organi collegiali prestando il loro tempo, sensibilità e disponibilità a servizio della Comunità. Di tutto sono grato: di ogni incontro, confronto, discussione, timore, gioia, di ogni momento di festa, di leggerezza così come di ogni momento difficile.
Ringrazio le Amministrazioni comunali nelle persone dei Sindaci e dei loro collaboratori. Disponibili, sensibili e attenti. Non è stato facile lavorare “all’interno del cratere” ma la collaborazione e l’attenzione delle amministrazioni ha aiutato a rendere il tutto meno gravoso. Spazi, risorse, opportunità: non devo spiegare nulla perché tutti sappiamo cosa il sisma del 2016 e la pandemia, poi, ci hanno portato via.
Ringrazio i Parroci per la vicinanza: presenza discreta e allo stesso tempo importante.
Mi porto dentro un senso di riconoscenza difficile da esprimere a parole.
L’ultimo pensiero è per i “i miei ragazzi”, quelli che ho incontrato ogni mattina, ogni giorno, ognuno dei quali è stato una persona speciale. A voi ragazzi devo fare una montagna di raccomandazioni: non smettete mai di sognare, di sognare in grande, e non permettete a nessuno di farvi rubare questi sogni. Lottate per raggiungere gli obiettivi che vi siete prefissi. Siate cittadini del mondo, viaggiate, cercate di incontrare e conoscere più gente possibile di qualunque provenienza. Coltivate l’impegno, nello studio ora e nel lavoro poi, rispettate tutti soprattutto i più anziani e saggi, aiutate quelli che fanno fatica e si trovano nella difficoltà, rifuggite la violenza, fatevi costruttori e custodi della Pace.. Vi auguro di diventare uomini, cittadini, genitori. Vi auguro di riuscire a rendere il mondo migliore, di essere migliori della mia generazione.
Vi porto nel cuore, ogni sguardo, ogni sorriso, ogni saluto.
Alla Dirigente Roberta Tedeschi auguro di fare bene e sono sicuro che lo farà: lascio
la Scuola in buone mani.
La vita darà opportunità di incontrarci ancora.
Vi abbraccio.
Tutti.
DS Silvio Catalini
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